Credits Foto Andrea Saviotti
Terra lieve ha segnato il ritorno, dopo due anni, di Samuela. L’artista ha raccontato questo singolo in un’intervista ai nostri microfoni
Un viaggio che diventa la metafora di una condizione esistenziale. Questo è il fulcro di Terra lieve, il brano che ha segnato il ritorno, dopo due anni, di Samuela. L’artista ci ha raccontato questo suo nuovo singolo, ma anche altro, in un’intervista rilasciata ai nostri microfoni.
Com’è nata Terra Lieve?
«Nasce in un momento in cui, guardando l’ennesima notizia terrificante, da cui siamo circondati in questo periodo, io ho vissuto un mix emozioni: rabbia, dolore, sconforto e impotenza. Ho sentito che questi sentimenti è come se fossero manipolati da qualcuno e quindi ho cercato un modo tutto mio per fare una mia piccola rivoluzione interna per provare a cambiare qualcosa nel mio piccolo e nel mio quotidiano, ma partendo da tutto questo».
Il titolo ha un significato sia personale che metaforico, ma sembra soprattutto essere un invito a riflettere…
«Sì, sicuramente. Vuole proprio dare spazio a quella nostra parte trasformativa, che è dentro tutti noi e, a volte, non ci rendiamo conto di quanto sia potente, quando gli diamo spazio. Ovviamente è una parte di noi che richiede, non tanto di farci da parte, ma di lasciarsi trasformare».
Il brano ruota attorno alla metafora di un treno pieno di persone, che si muove, pur rimanendo sempre fermo allo stesso punto. Com’è nata l’idea di questa figura retorica?
«Il viaggio in treno parla di una collettività e del rendersi conto che, in questo momento, siamo un po’ tutti sullo stesso treno. Questo vuol dire che, sì non siamo da soli, ma che allo stesso tempo, possiamo scendere. Si parla sempre di treni da prendere, ma io credo che dovremmo invece avere il coraggio di scendere da qualche treno».
Terra lieve arriva dopo due anni di stop. Il tema del fermarsi è in realtà molto attuale, perché è stato fatto da molti artisti e in tanti ne hanno hanno parlato. Tutti hanno concordato su quanto è importante prendersi i propri spazi, concedersi una pausa e concentrarsi su se stessi per poi poter tornare a produrre la propria musica scrivere e comporre. Condividi questa visione?
«Assolutamente, anche perché, prima di questo brano, mi sono ritrovata in un momento in cui volevo davvero definire il mio lato artistico. Avevo già fatto quattro pezzi, di cui andavo fiera. Però, duramente la prima stesura di questo brano, non ero convinta al 100% e non ho voluto farlo uscire, solo per il senso mettere altra carne sul fuoco. Ci siamo fermati e abbiamo detto che avremmo dovuto fare i fuochi di artificio. E quindi, abbiamo lavorato, mi sono concentrata sul testo, e mi sono presa del tempo per trovare una produttrice, Silvia Vavolo, che producesse davvero questo brano come io lo intendevo e lo volevo: con questo senso del viaggio, dell’urgenza e questo impatto così forte».
Quanto è cresciuta e cambiata Samuela da Mostro a Terra Lieve?
«Il cambiamento è stato sicuramente personale, perché ho trovato un nuovo modo di approcciarmi alla scrittura. Ho trovato un equilibrio che riguarda la mia parte istintiva, perché quando scrivi hai subito un’esigenza e un desiderio di scrivere su una determinata cosa. Però, a volte, mi fermavo a quel lato lì. Invece, in questo caso, ho trovato il modo di rendere il tutto più comprensibile, anche a chi ascolta. Sono cambiata anche nel modo di mettermi in gioco, proprio a livello interpretativo. Due anni fa, non avrei mai pensato di fare un brano di questo tipo».
Quali sono le tue fonti di ispirazioni artistiche? Ascoltando quest’ultimo singolo, ci leggo molti influssi che rimandano allo stile musicale e alla scrittura di Levante…
«Sì, sicuramente Levante influisce ed è tra i miei ascolti, anche se questi ultimi sono molto vari. Dipendono un po’ dal periodo e dal momento. Sicuramente, come concetto artistico e per unire sonorità ritmata e testo dal forte impatto evolutivo, mi viene da dire anche Battiato. Ma sì, sicuramente la scrittura diretta e le ultime produzioni di Levante sono state una fortissima ispirazione».
Terra lieve è solo il primo tassello di un progetto ben più ampio e importante?
«Sicuramente sì. Da un punto di vista delle sonorità, continueremo su questa onda. Più avanti dovrebbe uscire un EP, con una raccolta di alcuni brani».
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