Camilla Buzzetti si è raccontata ai nostri microfoni, parlando del suo ultimo singolo One Too Many Times. Ma non solo
Camilla Buzzetti, lo scorso 26 giugno ha fatto il suo ritorno con il suo nuovissimo singolo dal titolo One too many times, un pezzo crossover indie-pop moderno, energico e dalle forti sfumature pop-rock internazionali. La cantautrice si è raccontata ai nostri microfoni, parlando di questo pezzo. Ma non solo.
One Too Many Times nasce da una tua esperienza personale. È stato difficile trasformare qualcosa di così intimo in una canzone?
«In realtà no, perché per me scrivere è il modo più naturale per elaborare quello che vivo. All’inizio quella storia era solo mia, ma nel momento in cui diventa una canzone spero sempre che possa appartenere anche a chi l’ascolta. Credo sia proprio questo il potere della musica».
C’è un verso che racchiude meglio il significato della canzone?
«Direi “But I like you one too many times” che viene ripetuto poi altre due volte dicendo “I think of you” e “I want you” sempre “one too many times” (una volta di troppo). È una frase molto semplice, ma racconta perfettamente il cuore del brano: rendersi conto che quella persona continua a tornarti in mente e che quello che provi è ormai qualcosa di più profondo».
Hai descritto la canzone come una pagina di un “caro diario” con un’estetica scrapbook. Anche il videoclip, se previsto, seguirà questa idea?
«Sì, mi piacerebbe mantenere quella coerenza anche dal punto di vista visivo. Mi affascina l’idea di costruire un piccolo universo intorno a ogni canzone, fatto di appunti, fotografie, ritagli e dettagli che sembrano usciti da un diario personale. In questo caso non è previsto un videoclip, ma abbiamo realizzato un visualizer dai momenti di registrazione in studio con questa idea e proveremo a mantenerla e proporla ancora come estetica persistente!».
One Too Many Times rappresenta un nuovo capitolo del tuo percorso artistico?
«Assolutamente sì. È il brano che racconta meglio la direzione che voglio prendere: uno storytelling molto personale, ma con un sound più energico e internazionale. È un’evoluzione che sento molto naturale».
Molti giovani artisti prendono ispirazione da grandi nomi internazionali come Olivia Rodrigo e Taylor Swift. Secondo te, qual è la sfida più grande nel costruire un’identità personale pur partendo da influenze così riconoscibili?
«Penso che le influenze siano inevitabili e anche preziose. La vera sfida è usarle come punto di partenza, non come punto di arrivo. Ognuno ha una storia diversa da raccontare e credo che l’identità artistica nasca proprio quando inizi a parlare con la tua voce, senza cercare di assomigliare a qualcun altro».
Quali sono adesso i tuoi progetti futuri?
«Sto lavorando a nuova musica e a un album che racconterà questo periodo della mia vita. Inoltre, a breve mi trasferirò a Londra per frequentare un master in songwriting and production: sarà un’esperienza importante che sicuramente influenzerà anche il mio percorso artistico».
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